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La patologia emorroidaria
Capita spesso, soprattutto dopo le feste, di lamentare fastidi dovuti a emorroidi, un problema molto diffuso nella popolazione e spesso sottovalutato o non affrontato per un infondato senso di vergogna e imbarazzo.
I sintomi di questa patologia infatti spesso sono aggravati dall'abuso di vino, di cibi speziati e piccanti, di salumi e di cioccolato, di cui spesso sono ricche le tavole natalizie.
Una dieta squilibrata può accentuare l'infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni emorroidari. 
I noduli emorroidari aumentano di volume per ristagno di sangue, diventano turgidi, arrossati e spesso, specialmente durante la defecazione, molto dolorosi. Anche la stipsi, spesso conseguenza di una dieta sbilanciata o una vita sedentaria, può aggravare questo fastidio.
Il primo consiglio del medico al paziente che soffre di emorroidi quindi, è quello di seguire, anche in via preventiva, alcune semplici e salutari regole di vita:
- una dieta ricca di fibre per regolare le funzioni intestinali
- bere molta acqua
- attenzione all'igiene intima
- fare esercizio fisico
- indossare un abbigliamento comodo
- evitare di portare grossi pesi
Per ridurre od annullare la sintomatologia, poi, è possibile scegliere la terapia medica, cioè l'utilizzo di pomate per disinfiammare la parte esterna delle emorroidi, ma soprattutto un prodotto da prendere per via orale che abbia la capacità di far regredire la sintomatologia in tempi molto brevi.
Tra questi, particolarmente efficace è un prodotto naturale, estratto dai semi della vite rossa.
Gli effetti benefici del vino rosso sono conosciuti da secoli. Numerosi studi sul consumo di vino rosso hanno portato alla formulazione del cosiddetto "paradosso francese": cioè che vi è una correlazione inversa tra il consumo di vino e la mortalità legata a malattie cardiovascolari nei paesi industrializzati, e la Francia si pone alla testa di questa classifica.
Questo prodotto è formato da piccole molecole, tecnicamente chiamate oligomeri procianidolici (OPC), che sono immediatamente assimilate dall'organismo, tanto da ritrovarsi nel sangue già dopo appena dieci minuti dall'assunzione. Da qui vanno a fissarsi alle pareti dei vasi sanguigni, dove esplicano le loro attività di protezione e di sostegno. Gli OPC si legano a costituenti fonda tentali della parete vasale, cioè partecipano alla formazione del collagene; inoltre contrastano con l’azione di enzimi che vengono formati in una situazione di infiammazione e che tenderebbero a degradare le componenti strutturali della parete.
Questa duplice azione favorisce e mantiene un fisiologico tono venoso, con conseguente ripristino della circolazione venosa, minor ristagno di sangue, minor stravaso di liquidi dal sangue al tessuto interstiziale. Meno edema significa meno dolore.
Queste molecole quindi come prima azione difendono e ripristinano le tre componenti fondamenta li dei vasi, cioè elastina, collagene e glicosaminolicani.
Dalla presenza di queste sostanze dipendono la resistenza della parete vasale (la capacità di non lesionarsi in risposta agli aumenti pressori ed al passaggio delle cellule ematiche), l'elasticità (la capacità del vaso di rispondere alle sollecitazioni pressorie) e la permeabilità vasale (la capacità della parete di lasciar trasudare, in maniera selettiva, liquidi e molecole proteiche).
Inoltre queste molecole, in virtù del forte potere antiossidante (fino a 30 volte superiori alla vitamina E, nota sostanza antiossidante), neutralizzano gli effetti dei radicali liberi salvaguardando le varie componenti cellulari della parete del vaso sanguigno, endotelio e fibroblasti.
Gli effetti benefici esercitati dagli oligomeri procianidolici (OPC) sulla funzionalità del distretto vascolare, come dimostrato da numerosi studi clinici, l'elasticità (la capacità del vaso di rispondere alle sollecitazioni pressorie) e la permeabilità vasale (la capacità della parete di lasciar trasudare, in maniera selettiva, liquidi e molecole proteiche).
Inoltre queste molecole, in virtù del forte potere antiossidante (fino a 30 volte superiori alla vitamina E, nota sostanza antiossidante), neutralizzano gli effetti dei radicali liberi salvaguardando le varie componenti cellulari della parete del vaso sanguigno, endotelio e fibroblasti.
Gli effetti benefici esercitati dagli oligomeri procianidolici (OPC) sulla funzionalità del distretto vascolare, come dimostrato da numerosi studi clinici, si traducono in una risposta clinica positiva in tutti i casi di patologie venose con insufficienza del microcircolo, trovando quindi efficace applicazione anche nella patologia emorroidaria.
La patogenesi delle emorroidi infatti prende origine dalla degenerazione del tessuto connettivo, sostegno dei cuscinetti anali alla parete del retto, che poi prolassano.
Questa perdita di sostegno favorisce il rallentamento e la stasi del flusso ematico nei plessi vascolari dei cuscinetti. La stasi causa un aumento della permeabilità e della fragilità della parete vasale. La conseguenza è che il trauma che deriva dal passaggio delle feci comporta il sanguinamento a livello dei cuscinetti anali.
L'obiettivo della terapia medica per la cura della malattia emorroidaria riflette l'esigenza di disporre di presidi terapeutici non invasivi in grado di controllare la sintomatologia sia nel breve (in caso di crisi acuta) sia nel lungo termine.
Le tecniche invasive ambulatoriali quali la legatura elastica, la scleroterapia, la fotocoagulazione e la crioterapia, pur rappresentando valide soluzioni nel trattamento delle crisi emorroidarie, non sono tuttavia esenti da una accertata morbilità.
Questo prodotto agisce invece neutralizzando l'effetto dei radicali liberi ed inibendo la liberazione di istamina; quindi limita i processi infiammatori ed i danni ad essi connessi sulla parete vasale.
Conseguentemente incrementa il tono vasale, che riduce la stasi del flusso ematico. Tutti questi effetti si traducono in un rapido e marcato miglioramento dei sintomi tipici della patologia emorroidaria quali prurito, tenesmo (spasmo doloroso dell'ano) dolore, sanguinamento, edema e perdite mucosali.
Nella crisi emorroidaria, quando la sintomatologia è molto intensa, vengono normalmente utilizzati dosaggi terapeutici aumentati come terapia d'attacco. Quindi spesso la normale posologia viene triplicata e proseguita per alcuni giorni per poi passare al dosaggio classico come mantenimento.
Gli OPC sono piccole molecole ma con una grande attività farmacologica, inoltre, essendo un prodotto naturale, godono di una buona tollerabilità. La tollerabilità degli OPC è stata valutata analizzando 27 studi clinici, che hanno coinvolto 1354 pazienti trattati con OPC, con dosaggi/die variabili da 100 a 400mg e per un periodo compreso tra 10 giorni e 6 mesi. I risultati indicano che nessun paziente ha effettuato una riduzione della posologia prescritta od una sospensione del trattamento per l'insorgenza di fenomeni di intolleranza o la comparsa di gravi effetti collaterali.

