La chirurgia

La chirurgia per le vene varicose

Chirurgia tradizionale

Le procedure chirurgiche sono misure terapeutiche invasive, che vanno prese in considerazione in stati avanzati della malattia varicosa. Chirurghi e flebologi consigliano infatti, in primo luogo, un approccio conservativo. Questo può comprendere sia le correzioni di abitudini scorrette che costituiscono dei fattori di rischio, quali la sedentarietà, sia l’adozione di misure terapeutiche come il trattamento compressivo e/o farmacologico.

Per pianificare l’intervento chirurgico è indispensabile effettuare una serie valutazioni preoperatorie, fra cui una mappatura delle vene attraverso l’esame ecodoppler. Per ricevere consigli e informazioni più dettagliate, rivolgiti al tuo medico, oppure a un angiologo o a un flebologo.

La chirurgia tradizionale prevede due tipi di intervento:

  • Safenectomia (per stripping);
  • Crossectomia.

La safenectomia, comporta l’asportazione totale o parziale della grande safena oppure l’asportazione della piccola safena, le due vene principali del sistema superficiale. Nel caso di asportazione totale, la grande safena viene rimossa interamente, dall’inguine alla caviglia; in caso di asportazione parziale viene rimosso solo il segmento sottoposto a maggiore pressione, dal polpaccio alla caviglia.

La crossectomia comporta invece l’interruzione della grande safena allo sbocco, e anche di tutte le vene che confluiscono nell’ultimo tratto della safena stessa.

L’intervento per la maggior parte dei pazienti può essere effettuato in "Day-Surgery” cioè con un ricovero che non supera le 24 ore. Le dimissioni avvengono solitamente dopo un periodo di osservazione postoperatoria di qualche ora.

La flebectomia, che prevede l’asportazione delle vene varicose collaterali. Questo intervento può essere effettuato in associazione ad altri interventi, oppure può rappresentare l’unico approccio chirurgico: in questo caso si parla di chirurgia mini-invasiva. L’intervento si effettua generalmente in anestesia locale e in regime ambulatoriale.

La malattia varicosa, oggi, può essere trattata anche attraverso tecniche termoablative. Queste producono un danno termico alle pareti delle vene varicose, mediante luce laser o radiofrequenze, causando l’occlusione delle varici stesse. Anche in questo caso, si tratta di procedure mini-invasive che possono essere effettuate in anestesia locale e in regime ambulatoriale. Il decorso post-operatorio è poco doloroso e permette una rapida ripresa delle normali attività.

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La chirurgia per le emorroidi

Terapia chirurgica

La scelta del trattamento più adeguato dipende da una serie di fattori, fra cui senza dubbio la severità della patologia. Le emorroidi interne di primo e secondo livello possono, infatti, essere trattate con accorgimenti riguardanti il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari e con interventi non chirurgici.

La chirurgia è indicata nei casi di emorroidi di primo o secondo livello ma refrattarie ai trattamenti non chirurgici, oppure nei casi di emorroidi di livello superiore. Le emorroidi esterne, invece, solitamente non richiedono trattamenti chirurgici, a meno che non provochino forte fastidio e dolore nel paziente.

Le terapie para-chirurgiche, o terapie ambulatoriali, permettono di intervenire direttamente sulle emorroidi senza un intervento chirurgico vero e proprio.

La scelta è molto ampia: tuttavia queste tecniche sono generalmente consigliate solo a pazienti che presentano emorroidi di primo o di secondo grado.

Fra le opzioni più comuni troviamo la legatura elastica, che consiste nell’utilizzo di specifiche tecniche di legatura in grado di provocare la necrosi del tessuto e il distaccamento naturale delle emorroidi.

Un’altra opzione è la crioterapia, un trattamento che permette di “bruciare” il tessuto delle emorroidi attraverso la tecnica a freddo.

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La scleroterapia

La terapia sclerosante, o scleroterapia, ha come scopo l’occlusione delle varici. Si effettua attraverso l’iniezione endovenosa di farmaci sclerosanti, ovvero sostanze chimiche irritanti in grado di provocare una reazione infiammatoria nelle pareti interne della vena. Questa reazione infiammatoria, chiamata endotelite, nel giro di qualche giorno comporta l’occlusione definitiva del vaso trattato. La scleroterapia può essere effettuata in alternativa o in associazione all’intervento chirurgico, oppure nel trattamento di complicanze chirurgiche.

Oltre all’occlusione delle varici, la scleroterapia si pone come obiettivi anche la prevenzione e il trattamento delle complicanze delle patologie venose croniche, la riduzione o il miglioramento della sintomatologia venosa e la ripresa e il miglioramento della funzionalità venosa.

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