La circolazione venosa negli arti inferiori

Negli arti inferiori il sistema venoso si divide in superficiale e profondo; questi sono connessi tra loro dalle vene perforanti. Le vene superficiali scorrono vicino al derma, mentre le vene profonde si trovano più all’interno, protette dai muscoli.

I disturbi a carico del sistema venoso degli arti inferiori sono frequenti perché il percorso del sangue è più difficile. Il flusso del sangue in questi vasi, infatti, va dal basso verso l’alto, in direzione contraria alla gravità. Sono quindi necessari dei sistemi che aiutino il corretto scorrimento del sangue: uno di questi è l’azione naturale dei nostri muscoli quando camminiamo, che viene chiamata “pompa muscolare” Se questi sistemi perdono di efficienza, come capita quando siamo costretti a stare fermi in piedi o seduti per molto tempo, il flusso rallenta. La conseguenza è un aumento della pressione sulle pareti della vena: questa situazione prende il nome di ipertensione venosa.

Si assiste così alla comparsa di una serie di sintomi fastidiosi, che purtroppo rappresentano una situazione molto comune. Si cominciano a sentire le gambe pesanti e stanche, soprattutto alla sera e, a poco a poco, possono comparire altri disturbi come gonfiore, formicolii alle caviglie, prurito, senso di calore e crampi notturni.

È buona norma, nel caso si presentino i segni e i sintomi appena descritti, consultare il proprio medico. È sempre molto importante, infatti, prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo ci invia e riconoscere i primissimi sintomi, così da poter intervenire quando la situazione è facile da gestire.

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CHE COS’E’

L’insufficienza venosa a carico degli arti inferiori è una patologia caratterizzata dall’incapacità del sangue venoso di fluire liberamente dagli arti al cuore.

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QUALI SONO I SINTOMI?

L’insufficienza venosa, specialmente all’inizio, provoca sintomi quali: 

  • gonfiore di caviglie e polpacci, che compare più spesso nelle ore pomeridiane o serali;
  • sensazione di pesantezza e di dolore alle gambe, in particolare quando si rimane in piedi per molto tempo;
  • sensazione di prurito e formicolio alle caviglie;
  • comparsa di capillari evidenti. 

Nelle forme più avanzate del disturbo i sintomi si aggravano. Possono comprendere: 

  • dolore a livello del polpaccio e della coscia;
  • crampi e parestesie;
  • comparsa di vene varicose;
  • comparsa di ulcere.
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Quando i capillari e le vene di piccolo calibro si dilatano, prendono il nome di teleangectasie. Queste appaiono come piccole varicosità filiformi di colore rosso o bluastro, con caratteristico aspetto a ragno o a stella. Sono situate generalmente sulla parte esterna della coscia, sulla parte interna e posteriormente al ginocchio.

In alcuni casi il fenomeno è lieve, e ha delle ripercussioni solamente sull’aspetto estetico delle gambe. Bisogna, però, porvi attenzione: se associate ad altri sintomi, infatti, possono rappresentare il primo stadio dell’insufficienza venosa.

Le vene varicose, definite anche varici, sono la conseguenza di una dilatazione delle vene di calibro maggiore, e possono rappresentare uno dei sintomi dell’insufficienza venosa degli arti inferiori.

Hanno dimensione e localizzazione diverse a seconda della vena interessata e della gravità dell’insufficienza valvolare. Le varici situate sulla parte interna della coscia e della gamba coinvolgono generalmente la grande safena, le varici localizzate sulla parte esterna della gamba o a livello del malleolo laterale coinvolgono normalmente la piccola safena. Varicosità isolate indicano invece una insufficienza venosa a livello delle vene perforanti.

Generalmente sono le persone in sovrappeso, specie se di sesso femminile, a soffrire maggiormente di varicosità. Questa condizione è ancora più marcata per coloro che devono stare in posizione eretta per tempi prolungati a causa, per esempio, del loro lavoro o delle loro abituali occupazioni.

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CHI NE SOFFRE

L’insufficienza venosa degli arti inferiori è una patologia molto diffusa, è solitamente più comune fra le donne: ne soffrono circa il 10-33% delle donne e il 10-20% degli uomini adulti.

È una patologia che si è diffusa principalmente in età moderna, a causa di uno stile di vita più sedentario e di abitudini scorrette.

I principali fattori di rischio sono:

  • Età maggiore di 40-50 anni;
  • Sesso femminile;
  • Familiarità per i disturbi circolatori;
  • Assunzione di ormoni per un lungo periodo (pillola anticoncezionale, terapia ormonale sostitutiva);
  • Gravidanza;
  • Traumi agli arti inferiori;
  • Immobilizzazione forzata;
  • Vita troppo sedentaria;
  • Sovrappeso e obesità;
  • Stasi prolungata in ambienti surriscaldati;
  • Stasi prolungata in piedi o seduti.

È importante notare che ci sono numerosi fattori di rischio che dipendono dalle nostre abitudini quotidiane, come la sedentarietà. Può essere quindi molto importante svolgere una moderata attività fisica, se necessario cercare di ridurre il peso corporeo, ed evitare quando possibile di stare per tempi prolungati in ambienti caldo-umidi.

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